Gabriela Mistral

Poetessa e femminista cilena è la prima donna latinoamericana a vincere il premio Nobel per la letteratura nel 1945. Il personaggio Nasce nel 1889 a Vicuña da genitori di origine basca e india e trascorre la sua infanzia nel piccolo villaggio andino di Montegrande. A 15 anni inizia a lavorare come aiuto insegnante, lavoro che continua per gran parte della sua vita. Nel 1922 viene chiamata in Messico dal Ministro dell’Educazione per partecipare ad un progetto volto a migliorare l’istruzione nel paese e organizzare biblioteche popolari.

Come intellettuale viaggia negli Stati Uniti, in Europa, in Uruguay, in Brasile e in Argentina per poi ottenere l’incarico di console del Cile in Italia, Francia , Portogallo e Stati Uniti.

Opere più importanti

Nel 1914 compone Sonetos de muerte con cui vince il premio letterario cileno Juegos Florales. E’ da questo momento che inizia ad usare il suo pseudonimo, nato dall’unione dei nomi dei suoi due poeti preferiti Gabriele D’Annunzio e Frederic Mistral.

L’opera che le fa guadagnare fama internazionale è Desolaciones (1922), una raccolta di poesie i cui temi principali sono la fede cristiana e la morte e in cui auspica una resurrezione dopo la morte grazie al perdono di Dio. L’anno successivo, durante la sua permanenza a New York, scrive Lecturas para mujeres. in cui alternando versi e prosa celebra l’America Latina in una prospettiva nazionalistica ed esalta la maternità e l’infanzia. Nel 1938 devolve i ricavi delle vendite dell’opera Tala ai bambini orfani della Guerra Civile; nel 1954 compone la raccolta di poesie metafisiche Lagar. Oltre alle poesie scrive una serie di articoli, i recados, inizialmente per il giornale locale La Voz del Elqui e poi per El Mercurio di Santiago e Repertorio Americano del Costa Rica. Sono proprio questi articoli, assieme ad alcune lettere scritte ad intellettuali e politici dell’epoca, a destare il maggior interesse dal punto di vista sociale e a rendere Gabriela Mistral una delle donne più importanti dell’ America Latina.

Pensiero

Nelle opere in prosa, Gabriela mostra tutto il suo interesse per l’indipendenza e la libertà dell’America Latina che la porta a contestare l’intervento Nordamericano in Nicaragua e a difendere la causa di Sandino, oltre che a chiedere al presidente Truman aiuti espliciti per il popolo latinoamericano.

Lotta anche per i diritti degli indigeni, denunciando le ingiustizie secolari e difendendone la cultura: lei, meticcia, è fiera del suo sangue indio, e nel Poema de Chile descrive il suo paese, la Cordigliera, le meraviglie della pacha-mama sottolineando gli aspetti culturali e folclorici degli aborigeni che nessun meticcio deve dimenticare. Gabriela lotta anche per migliorare le condizioni delle donne e, da insegnante dà la priorità alle donne povere.

Critica la subordinazione a cui le donne sono state costrette a vivere e confida nella forza delle donne per ottenere l’uguaglianza e un ruolo attivo nella società: questo può avvenire solo con l’istruzione, unico mezzo per sconfiggere l’ignoranza e per conquistare la dignità.

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