Il campo in Bolivia

Agli orti

 

“…Abbiamo innaffiato assieme l’ orto comunitario fino al tramonto, attenti a non sprecare l’ acqua perché qui impari realmente che non c’è nulla di più prezioso e vitale dell’ acqua. Ora Donna Qovida sta preparando le empanadas, i bambini corrono e giocano attorno la casa di fango e legno.Le donne intanto parlano e ridono. Io ascolto ma capisco una parola su tre , tento di farmi capire e ogni mia frase termina in una risata generale. Che bel clima. Resto meravigliato dall’ ospitalità, dalla semplicità e dalla generosità che c’è in questa casa…”  Questa è una delle ultime pagine del mio diario, è una delle mille immagini stupende che ho portato a casa,è uno dei motivi per cui ho voglia di tornare a S. Josè.






Alla fattoria

Bisogna cominciare dal basso per apprezzare realmente i risultati in futuro - dice sempre Carmen, e ha ragione. Il progetto della qinta è solo all’ inizio ma promette bene, è un progetto ambizioso ma c’è sia la volontà che la capacità di realizzare tutto nel migliore dei modi. Passo dopo passo, tra un colpo di machete e uno di ascia stiamo imparando come si trasforma una idea grande come quella della fattoria in piccoli passi quotidiani. I  risultati si vedono giorno dopo giorno, la macchina che scava per il pozzo è solo il primo gradino di una scala lunghissima. Dopo aver visto come lavora l’ associazione non ho dubbi che si sta realizzando qualcosa di molto importante.









Sull’aereo

E’ stata un’ esperienza completa. E’ stata un’ occasione per fare volontariato e sostenere un progetto bellissimo e importante È stato un viaggio alla scoperta del valore cultuale e storico della Chiquitania... E’ stato un viaggio tra paesaggi mai visti  e tra suoni e colori diversi dai nostri. E’ stata un’ esperienza di confronto continuo e quotidiano con una cultura differente da cui abbiamo molto da imparare. E’ stata un’ occasione fondamentale per conoscere meglio le proprie forze e il proprio carattere. E’ stata un’esperienza di condivisione totale con i compagni di viaggio con cui è nata una bella amicizia. Abbiamo  vissuto intensamente ogni giorno  e il tempo è passato velocissimo.    


Riflessioni dal diario

 

  • Trovarsi qui dall’ altra parte del mondo è come avere altri occhi. Ho  visto ciò che in Italia non vedo facilmente. Certe cose non puoi fartele raccontare o vederle in TV. Ho visto il volto del mondo che subisce l’ ingiustizia del nostro periodo. Allo stesso tempo ho visto la forza e la  bellezza delle comunità rurali, l’ ospitalità,la generosità e il calore con cui siamo stati accolti da tutti nonostante nessuno ci conoscesse. E poi i colori , le canzoni , le immagini , gli sguardi, i bambini…un mosaico di bellezza.
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  • Se è vero che la più grande povertà è la solitudine di chi non ha legami profondi allora posso dire che qui vedo gente ricca, magari gente con meno mezzi ma con la forza che solo chi appartiene a una comunità possiede. La mia speranza è che col tempo la gente di S.Josè superì le difficoltà materiali ma non muti la voglia di cooperare e stare insieme che ho visto negli orti comunitari e nei gruppi di artigianato.
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  • Il Sud del mondo ti apre gli occhi, è ossigeno per la mente , è sangue per il cuore. Ci siamo immersi in questa realtà così diversa, abbiamo condiviso la quotidianità delle persone, abbiamo ascoltato storie e canzoni , abbiamo cantato e parlato di noi alla gente. Non sono tornato a casa con delle cartoline ma con il ricordo di volti , nomi , persone, amici. Sono tornato con il cuore pieno e la testa carica di energia e voglia di fare.
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  • Cooperare assieme , partendo dai bisogni e dalle esigenze delle persone. Con la partecipazione attiva e concreta delle persone. Senza l’ inutile assistenzialismo o la presunzione di chi sa o si crede migliore. Un progetto indigeno, alla pari. “Donne mujeres por la solidaridad” è la prova che può esistere un rapporto nord-sud paritario e di scambio reciproco. Un esempio per tutti.
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  • Questo viaggio vale più di mille libri, più di cento giorni di scuola. Perché è stata scuola di vita, scuola pratica per un mondo migliore. E’ stato un apprendimento continuo, abbiamo imparato dalla terra, dalle donne, dagli anziani, dai bambini. Oltre a aver conosciuto una nuova realtà credo di aver conosciuto meglio me stesso.Una scuola senza banchi e senza mura, una fonte di ricchezza enorme.
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