Adela Zamudio

Il personaggio

Scrittrice e pittrice boliviana, nasce a La Paz nel 1854. Apprende a leggere e scrivere nella scuola cattolica di Sant’Alberto e in età giovanissima inizia a dedicarsi alla poesia usando lo pseudonimo Soledad.

Direttrice di una scuola femminile di Cochabamba e professoressa nella scuola di Sant’Alberto, si dedica all’educazione della donna lottando per la sua emancipazione sociale ed intellettuale. Nel 1911 fonda la prima scuola di pittura femminile.


Opere più importanti

Nel 1887 compone Ensayos poéticos, una raccolta di poesie neo-romantiche a favore della donna e delle classi più basse e successivamente, si dedica alla prosa con il romanzo realista Intimas, scritto sottoforma di lettera e nel quale difende il proprio essere donna.

Altre opere importanti sono Peregrinando, Ráfagas e Cuentos breves, oltre che la poesia satirica Nacer hombres e il poema ¿Quo Vadis? nel quale auspica l’uguaglianza tra gli uomini e rinnega la guerra.


Pensiero

L’importanza di Adela Zamudio è sicuramente dovuta alle sue idee che la rendono una pioniera della lotta per l’emancipazione femminile. E’ una delle prime donne a prendere coscienza e a denunciare il suo malcontento per la mancanza di riconoscimento del valore sociale ed intellettuale delle donne e combatte per ottenere la parità dei diritti.

Adela nei suoi scritti propone l’instaurazione del matrimonio civile, il diritto al divorzio e la separazione dei poteri tra Stato e Chiesa con la necessità di un’educazione gratuita e laica. Tutta la sua attività letteraria è una critica sociale che riflette i problemi del suo tempo: dalle differenze tra uomini e donne a quelle tra ricchi e poveri, bianchi ed indigeni.


Traduzioni e adattamento di Daniela Ticconi

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